Taranto è pronta allo show: stadi e palazzetti pieni ma con quanti poliziotti per strada? Quale piano della sicurezza sarà varato?
Ormai mancano pochi mesi ai Giochi del Mediterraneo: 26 nazioni, 4000 atleti, migliaia di presenze tra turisti, delegazioni e media internazionali. Un evento che può rilanciare l’immagine di Taranto, ma che nasconde una criticità enorme: la sicurezza, di cui, però, stranamente non se ne parla. Tutto è ancora top secret e nessuna informazione preventiva è trapelata al Questore e ai Sindacati.
Ciò che è invece noto già da diversi mesi, è il blocco delle ferie estive dal 14 agosto al 4 settembre varato dal Viminale per i poliziotti tarantini di ogni ordine e grado che quest’anno dovranno rivedere i loro piani, magari rimandando ad un periodo successivo il recupero psico-fisico e delle energie oltre che la felice vicinanza al nucleo familiare.
Tuttavia, la domanda che il SIULP di Taranto pone alle Istituzioni e in particolar modo al Ministro dell’Interno e al Dipartimento della P.S., è la seguente: come si intende garantire la sicurezza dell’evento senza fiaccare altri settori ovvero senza lasciare scoperta la città?
La sicurezza urbana risulta già precaria di suo per effetto dei risicati organici rispetto ad una “politica ministeriale” che in questi ultimi 2 anni, ha considerato Taranto “isola felice” a tal punto da non enumerarla nei piani di potenziamento. Ovunque sono arrivati rinforzi tranne nel capoluogo jonico.
Non si comprende a quale statistica e a quale atto riorganizzativo ufficiale si siano isperate le infauste scelte del Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Di certo, non vi è un collega poliziotto che operi in questa provincia che non mantenga un atteggiamento critico in ordine a tali decisioni; ad essere franchi, proprio per questo, serpeggia irritazione e frustrazione; elementi che non rendono la vita facile ad un polizotto e fanno venir meno la serenità sul posto di lavoro.
Nel frattempo, al nostro apice, si è diffusa l’alibi che giustifica le decisioni ministeriali: si dice che le criticità in ordine alla sicurezza locale, sono comuni a tutte le altre città; niente di più infondato e illusorio, se a fare da sfondo vi è invece il contrasto alla criminalità sia comune che organizzata.
Basterebbe andare in giro ad una certa ora nelle vie del centro per rendersi conto di quale degrado e di quale “bomba ad orologeria” si starebbe avvampando in città e di quali pericoli si corrano sul piano della sicurezza. Circolerebbero voci di una scesa in campo nelle strade e nei quartieri di ronde cittadine, le quali – vox popoli – si starebbero organizzando per sostituirsi allo Stato. Una cosa grave e inaccettabile laddove la notizia risultasse vera.
Recentemente, è già scappato il morto per strada e con esso è saltata la prevenzione e il controllo del territorio perché a Taranto – lo denunciamo da tempo – circolano poche pattuglie rispetto al fabbisogno di sicurezza urbana. C’è chi invece dice che la città è un “paradiso terrestre” dove “non accade nulla e dove gli operatori di Polizia sono i meno oberati di lavoro rispetto ad altri”. Nulla di più falso e anzi si continua a chiedere loro enormi sacrifici; e i poliziotti e le polizotte tarantine, chiaramente non si sottraggono ai loro doveri e svolgono con grande professionalità il loro lavoro. Di fatto, vi è la pronta risposta degli uomini e delle donne della Polizia di Stato, ogni volta che sul territorio accade qualcosa di grave ovvero un crimine e gli eventi ultimi che hanno destato allarme sociale, ne sono la dimostrazione. Ma tutto, però, ha un limite e le cose non durano in eterno e infatti vi è un labile confine e un sottile filo che rischia di tracimare; nel frattempo, le note classifiche sociali, continuano a massacrarci collocando il capoluogo agli ultimi posti in relazione alla qualità della vita, e non solo!!
Cosicché, mentre l’Arma dei Carabinieri per il solo 2025, invia a Taranto e provincia oltre 100 unità di rinforzo, il Viminale risponde con l’invio in Questura di un paio di unità del ruolo agenti/assistenti e una risicata aliquota di ispettori, mentre le Specialità (Polstrada, Polfer, Polposta) da anni vengono tenute ad una drastica cura dimagrante. Evidentemente, nelle alte sfere, tanto vale la sicurezza cittadina e così continuando si rischia il default. Nonostante questo, vi è la pronta risposta degli uomini e delle donne della Polizia di Stato, ogni volta che sul territorio accade qualcosa di grave ovvero un crimine e gli eventi ultimi che hanno destato allarme sociale, ne sono la dimostrazione. Ma tutto, però, ha un limite e le cose non durano in eterno.
Per questo grande evento, i numeri sono impietosi: servono migliaia di unità aggiuntive solo nei giorni di gara e la Questura di Taranto, parte già con una scopertura di almeno il 10%. All’appello mancano centinaia di colleghi che nel frattempo sono andati in pensione o trasferiti in altre sedi per concorso.
Nel frattempo, turni risicati talvolta scoperti, volanti insufficienti, carichi di lavoro triplicati, personale che in alcune circostanze viene persino obbligato a svolgere servizio in regime straordinario per recuperare il lavoro arretrato. Questa è ormai la normalità quotidiana con la quale da diversi anni si opera in una città che conta poco meno di 200 mila abitanti. Se poi accendiamo un focus sui Commissariati di Martina Franca, Grottaglie, Manduria e Borgo, la situazione è pure peggiore ed è ancor più grave, siamo al limite della “censura”.
Il rischio concreto è quindi lo svuotamento del territorio. Per presidiare stadio, villaggio atleti, porto turistico e altre strutture saremo costretti a togliere le Volanti e le pattuglie dai quartieri, dalle periferie dal centro e dalla Città Vecchia. Possibile risultato: mentre il mondo guarderà Taranto in TV, i cittadini si sentiranno ancora più abbandonati. Lo abbiamo già visto in altri grandi eventi, per quanto, la copertura dell’ordine pubblico sarà sicuramente momentaneamente garantita da unità di rinforzo provenienti da altre sedi.
I colleghi tarantini sono orgogliosi di rappresentare l’Italia, ma non sono “super eroi” ecco che risultano necessari tre passaggi (è la proposta del SIULP Jonico), ovvero, maggiori investimenti nella risorsa umana da dedicare all’evento con scorrimento delle graduatorie dei ruoli ordinari di agenti/assistenti/sovrintendenti e ispettori che da anni sono in lista, in attesa di essere trasferiti a Taranto; rinforzi da altre province; premialità e ristori per chi lavorerà oltre il normale orario di servizio sotto il sole cocente di agosto. Serve poi un tavolo tecnico permanente con Prefettura, Questura e Sindacati; formazione e uso della tecnologia, ma solo se affiancate dall’impiego di risorse umane, giacché, i sistemi di video sorveglianza sebbene utili e necessari sul piano preventivo e investigativo, nell’immediatezza, non risolvono i problemi dell’ordine pubblico, non fermano una rissa, non scongiurano una rapina o una violenza per strada, non soccorrono un cittadino.
I Giochi del Mediterraneo devono essere un’opportunità, non un boomerang. Taranto merita di mostrare il suo volto migliore al mondo, ma il volto migliore dello Stato, sono i poliziotti sia per strada che negli uffici a garanzia di ogni adempimento che faccia funzionare al meglio questa grande macchina, altrimenti, l’evento sarà si un successo mediatico ma un fallimento per quanto attiene la sicurezza. Taranto non può permettersi di brillare per 15 giorni e spegnersi per i 15 anni successivi.
Siulp Taranto Segreteria Provinciale Sindacato Italiano Lavoratori Polizia Taranto