Avevamo già dato questo titolo in altre occasioni, intervenendo proprio sul Reparto Jonico e adesso ci sembra opportuno riproporlo con maggiore impeto.
Che le strutture delle Forze di polizia siano vecchie e con interventi manutentivi quasi inesistenti, è cosa risaputa e mai negata anche dal SIULP. Ma che qualcuno pensa, ci auguriamo inconsapevolmente, di utilizzare questi argomenti, cercando di amplificarli con i mass media al solo fine di alimentare polemiche infruttuose o di raccattare qualche tessere nel periodo delle disdette ottobrine (sempre accettando che riesca da adesso a mantenere quelle attuali…), lo riteniamo ingiusto e irriguardoso nei confronti di tutto il personale del XV Reparto Mobile.
Colleghi che ogni giorno, con grande professionalità, spirito di servizio ed abnegazione, sacrificando anche le proprie famiglie, sono sempre pronti ad operare per il bene comune e per il mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica del nostro Paese. Senza mai anteporre i propri diritti o interessi a quelli più alti della sicurezza pubblica.
Ecco perché fatichiamo ad inquadrare queste denunce nell’alveo degli interventi operati, anche unitamente al responsabile di questo Reparto e collocarli in una giusta dimensione. Le criticità strutturali di un Reparto Mobile, che esistono, non possono infatti divenire alibi per qualcuno per giustificare l’idea di metterlo al bando anche perché, il “prezzo eventualmente da pagare” potrebbe essere esoso sotto vari aspetti.
Il nostro territorio, soprattutto alla luce delle ultime vicende che convogliano le questioni occupazionali con gravi ricadute sulla coesione sociale e sull’ordine e la sicurezza pubblica, ha il diritto di avere un Reparto Mobile funzionante e sicuro per il personale che vi opera e che si spinge anche in servizi fuori sede e presso i Centri di accoglienza sia italiani che esteri (Albania). E, come il SIULP afferma da sempre, i diritti non si tagliano, si proteggono e si ampliano.
Siamo in un periodo delicato ovvero di transizione, visto che i recenti Giochi del Mediterraneo (a cui proprio il Reparto di Taranto insieme ad altri segmenti della Polizia di Stato e ad altre forze dell’ordine, ha operato con grande professionalità sfidando il caldissimo anticiclone africano), sono apparsi come un catalizzatore rispetto ad una comunità che ha disperato bisogno di un post-industriale diverso, alla luce della quasi certa chiusura di aree operative dell’ex Ilva.
Tuttavia, siamo avulsi alle metodologie perniciose e prendiamo le distanze da coloro che azionano certi meccanismi, evidentemente incuranti del fatto che a farne le spese potrebbero essere solo i colleghi. Di fatto, in tutto questo tempo il SIULP di Taranto, coerentemente con le proprie azioni, ha sempre cercato la via del dialogo, del confronto e della riflessione proprio per allontanare quella idea che ciclicamente torna fuori, non sappiamo dove e quando partorita, di procedere alla chiusura del Reparto. Uno spettro che respingiamo con forza.
Anzi, rilanciamo altre questioni che meritano attenzione da parte del Dipartimento per un avamposto di Polizia così importante e strategico per il Paese e soprattutto per il Sud Italia.
Abbiamo bisogno di uomini, questo sì. Di più considerazione, di una formazione ciclica per affrontare al meglio le sfide che ci attendono per il mantenimento dell’ordine pubblico soprattutto nelle piazze infuocate, di mezzi adeguati e di rispetto nei recuperi psico-fisici. Solo per citare qualche esempio, a livello locale anche di strutturare meglio alcune situazioni interne, vedasi i turni al corpo di guardia, in un Reparto, tra l’altro, dove è stato da tempo soppresso un importante ufficio come il Centralino: una rarità oltre che unico esempio in negativo in tutta Italia. E sapere con più chiarezza a che punto sono gli interventi strutturali dedicati alla mensa di servizio, ormai chiusa da mesi. Questioni, le prime, che nella gestione attuale, non attengono al solo Reparto Jonico, ma sono comuni a tutti i Reparti Mobili ubicati sul territorio nazionale.
Il Reparto di Taranto ha una storia e quella non può essere messa in discussione da nessuno. A cavallo tra gli anni 80 e 90, fù proprio il SIULP di Taranto che con fervore, in prima fila, scongiurò la chiusura del Reparto sino a quel momento dipendente da quello di Bari e il risultato di questa ardua battaglia, portò alla creazione autonoma del XV, scongiurandone la sua chiusura che tutti davano ormai per certa!
Ma ha anche un presente e un futuro. Il SIULP vuole infatti continuare a tutelare il futuro del nostro Reparto Mobile, a cominciare dal confronto che è iniziato sulla definizione dell’Atto Unico Ordinativo Territoriale (in sintesi la riorganizzazione disposta dal Capo della Polizia) nel quale, è bene sottolinearlo, l’Amministrazione non ha nemmeno pensato lontanamente di chiudere questo avamposto di legalità e di garanzia per la sicurezza.
Se le ultime polemiche dovessero innescare percorsi diversi, sapremo bene di chi è la responsabilità e ci opporremo con tutta la determinazione che servirà per bloccare un tale atto di sfregio al nostro territorio e di offesa alla gloriosa storia del XV Reparto Mobile di Taranto.
Per questo diciamo a gran voce e con determinazione: “giù le mani dal XV Reparto Mobile” perché per il SIULP non si tocca. Si potenzia.
Siulp Taranto Segreteria Provinciale Sindacato Italiano Lavoratori Polizia Taranto