Le disinformazioni dolose ovvero le fake news de soliti imbecilli
“Ma tanto va la gatta al lardo che prima o poi ci lascia lo zampino”
Avremmo voluto dedicare il nostro tempo, alle questioni di attualità e di grande interesse; dal delicato momento che stà attraversando il Paese sul piano del mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica; al dibattito sul “pacchetto sicurezza” appena varato dall’esecutivo, passando per la recente riapertura del nuovo tavolo contrattuale per il triennio 2025 – 2028 con cifre già appostate che tendono a recuperare l’attuale gab inflattivo. Notizie che pur tuttavia abbiamo già divulgato sui nostri consueti canali di informazione.
Invece, le nostre energie, in queste ore sono state spese per altri aspetti che hanno toccato il nostro territorio e più in particolare il XV Reparto Mobile di Taranto, coinvolto nel ciclico balletto della disinformazione dolosa, posta dagli inserzionisti anonimi pilotati da una regia occulta che ha diffuso notizie fuorvianti, infondate e ingannevoli, lanciando inopportuni allarmismi con il deliberato intento di destabilizzare la tranquillità e la serenità dei colleghi.
Una sorta di terrorismo psicologico – che da qualche tempo è in voga un pò ovunque nei nostri ambienti, in cui, in maniera barbara, si continua con ogni mezzo a inquinare le acque allo scopo di creare dissenso. Una disinformazione costruita tramite i mezzi della contemporaneità: le reti e i gruppi social, figli di una comunicazione di massa che è croce e delizia rispetto ad un sistema influenzato dai c.d. “leoni da tastiera”. Non abbiamo mai visto tante cose messe insieme; una sorta di deterioramento dello stato sociale interno e chi scrive, è classe 1968 con 38 anni di servizio e circa 30 anni di militanza sindacale.
Da ieri a tutt’oggi, abbiamo effettuato una serie di verifiche, coinvolgendo la nostra Segreteria Nazionale che si è immediatamente attivata per verificare la veridicità di una notizia che in così poco tempo era diventata virale (e purtroppo non è la prima volta che accade), poi rivelatasi del tutto falsa dopo aver interpellato le fonti istituzionali ufficiali e certificate. Ed è a queste fonti che ci affidiamo e non anche al sentito dire, ai tuttologici, ai filosofi, ai chiromanti e ai colti delle fake news.
Molte sono state le chiamate che abbiamo ricevuto in questi due giorni da parte dei colleghi del XV Reparto Mobile di Taranto, che ci segnalavano strane apparizioni di notizie che riportavano una probabile chiusura di questo Reparto. Un insistente tam tam a cui ha fatto seguito un messaggio riportato su whatsapp che nel suo oggetto, dava per spacciato il Reparto di Taranto in favore e a vantaggio del costituendo Reparto Mobile di Gorizia. Una nota retroattiva nella data (10 marzo 2025) ed omettiamo il suo contenuto poiché è noto a tutti, avente l’intestazione Ministero dell’Interno – Ufficio Relazioni Sindacali a firma del direttore, indirizzata a tutte le Segreterie Nazionali dei sindacati (firmatari del contratto) che riportava il “copia e incolla” di un protocollo appartenente – per come verificato – ad una nota diversa da quella divulgata avente un altro oggetto e contenuto, emessa dal medesimo Ufficio Rapporti Sindacali (questa vera) che ad ogni buon conto si allega.
E vogliamo auguraci che una volta per tutte, il Dipartimento della P.S. si adoperi tramite la Polizia Postale, a verificare chi siano gli interpreti che alimentano queste fonti inquinanti.
Eppure, a più riperse e anche in tempi recenti, la Segreteria del Dipartimento – Ufficio Rapporti Sindacali, si era già espressa per iscritto sulle presunte notizie di una chiusura del Reparto di Taranto, non confermando assolutamente tale progettualità; semmai, limitandosi ad evidenziare che vi è (questo si) un gruppo di lavoro istituito sin dal 2023 con decreto del Capo della Polizia che dovrebbe esaminare i nuovi riassetti organizzativi di tutte le articolazioni periferiche alla luce anche degli attuali organici. Per intenderci – e lo abbiamo riportato varie volte – è in atto la disamina del c.d. “Atto Ordinativo Unico” (che chissà quando sarà oggetto di esame tra le nostre Segreterie e i vertici ministeriali). Disponiamo di una bozza che ci è stata consegnata ed in essa, senza ombra di dubbio, in nessun modo appare la infondata destrutturazione del XV Reparto. E anzi, alla luce dei recenti eventi che hanno coinvolto proprio i colleghi dei Reparti Mobili, secondo alcune indiscrezioni, appare invece fondata la necessità di rafforzarli e finanche creare una Direzione Centrale (autonoma) a loro dedicata. L’unica cosa rispondente alla realtà, è che anagraficamente, il reparto jonico, ha la media più alta rispetto ad altri reparti, se non erriamo, unitamente al reparto di Napoli. Vi è anche la questione del suo organico a fronte dei pensionamenti pregressi e futuri, un dato ed una circostanza ovviamente comune a tutti i presidi di Polizia.
E ancora, a riprova della infondatezza di tali notizie, possiamo anche affermare che il Sottosegretario agli Interni On. Wanda Ferro che lunedì scorso in città ha partecipato ad un convegno istituzionale sul tema dei beni confiscati alla mafia, promosso dall’amministrazione comunale (chi vi scrive era presente), nel corso del suo esaustivo intervento, ha affrontato tutte le questione relative alla sicurezza (anche locale), nessuna esclusa, finanche riferendosi ai piani di potenziamento delle risorse umane che purtroppo, come sapete, da circa due anni non ha riguardato la nostra provincia. Tuttavia, NON ha parlato di una ipotesi anche remota della chiusura del Reparto Mobile di Taranto, segno che l’argomento non è affatto in trattazione nell’agenda del Viminale e neanche in considerazione.
Invece, si è voluta costruita una comunicazione dissonante creata ad arte (potremmo definirla “arte povera”) che tuttavia è bastata a creare uno stato d’ansia (inevitabile) e di apprensione (comprensibile) nei colleghi. Qualcuno ha pure cercato di intorbidire le acque con la questione scuola di Polizia a Taranto (una chimera di non facile attuazione) dopo la recente lettera del Sindaco Piero Bitetti inviata al Ministro Piantedosi (la seconda nell’ordine, mentre è in attesa della risposta alla prima, incentrata sullo stato della sicurezza urbana) con la quale, a titolo gratuito, rende disponibile un area comunale di 24mila mq (frontale alla Questura) su cui eventualmente progettare in futuro una scuola di formazione; un’iniziativa a cui il Siulp Jonico mira da diversi anni. Tuttavia, sono facilmente intuibili le difficoltà alle quali si andrebbe in contro e quale importante investimento economico occorrerebbe. Giusto per rifrescare la nostra memoria, abbiamo impiegato più di 15 anni per erigere la nuova Questura di via Palatucci, nel 2009 inaurata dal compianto Capo della Polizia Antonio Manganelli (e alla presenza dell’allora Sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano) mentre sono trascorsi oltre 10 anni dalla firma del primo protocollo siglato in Prefettura a Taranto per la costituzione della nuova sede del Commissariato di P.S. di Manduria che ospiterà anche il Distaccamento della Polizia Stradale, struttura che è ancora nelle disponibilità del demanio.
Ma come si può sconfinare in tali idiozie privilegiando le fake news – e come si dice dalle nostre parti “mischiare bucce e fave” – almeno che non si voglia pure credere all’asino che vola; in un momento tra l’altro particolare e in un contesto come quello attuale, in cui, il Paese, è alle prese con forti tensioni sociali, con le violenze inaudite contro le forze dell’ordine, saccheggi e guerriglie urbane poste in essere da facinorosi eversivi che vogliono destabilizzare lo stato democratico, e dove, proprio gli uomini dei Reparti Mobili, con la loro preparazione e grande professionalità sono chiamati in prima linea a garantire il mantenimento dell’ordine pubblico. Come si può, dopo i recenti casi di Torino e Milano, creare ulteriori turbative. Come si può oltraggiarli, giocando con il loro stato emotivo, rispetto a persone che tutti i santi giorni rischiano la vita nei servizi di ordine pubblico. Intrepidi colleghi che anche qui a Taranto, con grande volontà e spirito di servizio, affrontano tali scenari, operando in contesti urbani, fuori provincia e fuori regione e finanche all’estero, spesso sacrificando per diverse settimane e in alcuni casi per mesi, la vicinanza alle loro famiglie.
Tuttavia, il SIULP di Taranto continuerà ad essere vigile e a rimanere al fianco dei colleghi cosi come fece – giusto una pillola di storia – a cavallo tra l’anno 2023 e il 2024, quando era stata pianificata la chiusura (“e il pacco era già pronto”) del Reparto Mobile di Taranto che tuttavia fu fortemente ostacolata e poi scongiurata, grazie alla pronta reazione del SIULP di allora (al tempo chi scrive affiancava l’esperto Segretario Provinciale Franco Stasolla che salì non in cattedra bensì sul ring portando avanti un reale “combattimento”) e grazie all’efficienza e tempestività della Segreteria nazionale, ne scaturì un “energico” ma costruttivo confronto – se non andiamo errati – con l’allora Capo della Polizia De Gennaro (mentre il Questore di allora era il defunto Eugenio Introcaso, Sindaco di Taranto la defunta Rosanna Di Bello). Il reparto, non solo non venne soppresso (all’epoca si parlava di costituire un reparto a Pescara) ma da distaccamento dipendente da quello di Bari, venne convertito in reparto autonomo ovvero nel XV Reparto d’Italia. Questa è si storia, non antica, ma più o meno recente che l’attuale circolante novellame sindacale, dovrebbe conoscere: “per affrontare il presente e proiettarsi nel futuro, è necessario conoscere il passato.”
Il territorio non può permettersi altri strappi, ha già subito la soppressione del Commissariato Sezionale di Talsano (e diversi e diversi anni fa dei Tamburi), della Squadra Nautica e della Polizia di Frontiera. Pertanto, così come abbiamo iniziato, terminiamo: “GIU’ LE MANI DAL XV REPARTO MOBILE DI TARANTO”.
Siulp Taranto Segreteria Provinciale Sindacato Italiano Lavoratori Polizia Taranto