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La parola ai lavoratori-professionisti del Commissariato di Martina Franca

Pubblichiamo la nota inviata al Questore di Taranto dopo l’assemblea tenuta dal Segretario Provinciale Generale al Commissariato di Martina Franca

Egregio Sig. Questore, Il Siulp Jonico, raramente è intervenuto in ordine alla gestione manageriale del Commissariato di Martina Franca, poiché, diversamente da ora, mai ne ha ravvisato la necessità, sebbene anno dopo anno, la politica del ridimensionamento e dei tagli, soprattutto in questi avamposti, ha depauperato la risorsa umane influendo negativamente sul sistema e sulla sua gestione. Ora come ora, si evidenziano forti criticità a volte celate dalla cecità della parte pubblica ma di contro, ci vengono notificate alcune situazioni off-limits. Non posiamo non tenere a mente i 4 fattori che in un momento storico come questo stanno appesantendo il nostro lavoro e infatti ci si ostina a non tenerne conto: 1) turn over inadeguato; 2) forte contrazione degli organici; 3) aumento del carico di lavoro; 4) tenuta fisica e psicologica derivante soprattutto dall’età media anagrafica che anche al Commissariato di Martina Franca, ha abbondantemente superato i 52-53 anni. Ma di ciò, siamo solo noi ad accorgercene? Ma non dovrebbe essere il nostro management – prima ancora del sindacato – a creare le condizioni più appropriate per affrontare al meglio e con più serenità il lavoro dei poliziotti? O si chiedono solo sacrifici? Eppure, sempre più spesso si parla del c.d. “stress da lavoro correlato” ed il rischio è quello di minare la serenità del personale, condizione invece indispensabile per affrontare al meglio la nostra mission. Intanto, il Capo della Polizia, ha istituito una Commissione impiantata nell’ambito della Legge 81/90 (che affianca quella di più recente istituzione in ordine al crescente fenomeno dei suicidi nelle forze dell’ordine e forze armate) il cui gruppo di lavoro nel quale vi sono anche le rappresentanze sindacali (RLS), ovunque elabora ed analizza tutte quelle situazioni che potenzialmente influiscono sui fattori stressogeni e i nostri RLS, di qui in avanti saranno ulteriormente sensibilizzati in materia. E già questo dovrebbe allertare il datore di lavoro che evidentemente, ha una diversa percezione o sensibilità e ne sottovaluta gli effetti. Non ci sconvolgiamo quando, però, fuori di qui, così come stiamo purtroppo da tempo registrando, nel silenzio assordante di tanti, si verificano situazioni estreme, giacchè nella vita di tutti i giorni, non si è solo poliziotti ma va associato il fatto che si si è mariti o mogli, padri o madri oltre a tutte le altre vicissitudini che la vita stessa ci mette di fronte. Un mix per il quale, sia le alte sfere che coloro che hanno competenze mediche (giacchè non esistono solo le visita fiscali che in quest’ultimo periodo per volere del nostro datore d lavoro, seppur nell’esercizio delle sue prerogative, pare siano pure aumentate, quasi ci trovassimo di fronte a forme di “fannullismo o furberia” che francamente mai si sono registrate in questa provincia, giammai adesso!!!), qualcuno deve iniziare ad adottare forme di “assistenza psicologica” ai colleghi, visto l’aumento esponenziale di fatti incresciosi. Tuttavia, è acclarato come l’aspetto più avverso al nostro sistema di lavoro, ora come ora sia la mancanza cronica del personale mentre di contro, esso è chiamato a sopperire a maggiore impegni e alle richieste pressanti del management e non stiamo certamente parlando solo di Martina Franca ma la condizione è comune a tutti gli uffici e divisioni della Questura, al Commissariato Borgo e ai Commissariati di Manduria e Grottaglie. Il Comm.to di Martina Franca, come un po’ tutti, di contro ha una pianta organica che NON è certo quella di alcuni anni fa, sebbene è apprezzabile lo sforzo del Questore di Taranto che di recente ha trasferito un paio di operatori, logicamente ancora insufficienti per coprire le falle createsi in tutti questi anni e benchè altri ancora, ci auguriamo, potrebbero essere inviati a breve seppure nel gioco della c.d. coperta. Nel contempo, da qualche mese a questa parte, però, un po’ ovunque, pare abbia preso piede la c.d. “ansia da prestazione” ovvero “l’isteria da risultato” soprattutto di chi detiene la responsabilità gestionale di un ufficio, poiché, sembra che si stia dando precedenza ai numeri e alla statistica, quasi fosse una manche del fil rouge di “Giochi Senza Frontiere” a bei tempi presentato da Carlo Lippi, invece di soffermarsi ad osservare come quel personale lavora e se questo lavoro, da “attività di qualità” si sia trasformato in “attività di quantità”; quest’ultima però non identifica una Polizia di efficienza ma probabilmente di parvenza oltre che ha un prezzo e comporta sacrifici e rinunce soprattutto per il personale poiché, come detto, NON E’ TARATA all’attuale numero in organico. Il rischio è quindi l’implosione del sistema, dato che siamo in piena “spremitura dei limoni”, cosa che non ha precedenti storici in questa provincia. A Martina – come ci viene notificato dai colleghi – vi è stata una “brusca virata” che tutt’ora stà mettendo a dura prova la pazienza del personale tanto di quello impiegato in ufficio, quanto all’esterno e per i servizi inglobati nell’U.C.T. In questi ultimi mesi, pare che si pretendi “botte piena e moglie ubriaca”. Per di più, la sensazione che se ne ritrae, è che più avanti possa andare anche peggio poiché nei prossimi 3-4 anni si dovrà gestire la fuoriuscita di 35 mila poliziotti, ma stiamo notando come ci si mostra impreparati delle migliaia già andati in questi ultimi anni. Si sottace quindi ai modi e ai termini di come gli stessi risultati si raggiungono ovvero a quale sacrificio e stress sono sottoposti anche gli uomini e le donne della Polizia di Stato e su questo punto, manteniamo un atteggiamento fortemente critico. La formula del “pretendere molto di più, con molto di meno”, evidentemente stride con i canoni entro cui – in un gioco di equilibri e di pesi e contrappesi – quanto il recupero psico-fisico che la serenità del personale (fuori da eventuali violazioni dell’A.N.Q.), devono poter trovare la loro giusta collocazione, all’interno di quel moderno modello di Polizia, a cui il Siulp ma anche la medesima Parte Pubblica, si è sempre ispirato. E’ esattamente questa la situazione denunciata nel corso dell’assemblea sindacale svolta qualche giorno fa con il personale del Commissariato, ma ancor dopo, anche presso il Commissariato Borgo, dove proprio oggi questa O.S., ha svolto una medesima assemblea sindacale con buona parte del personale e dove, sono emerse le stesse criticità che stanno mettendo a dura prova quel personale, al quale inizia a mancare una certa serenità. Se questo è allora il target, allora vorrà dire che il Siulp, continuerà ad indire assemblea sui posti di lavoro a partire dagli uffici della Questura e per terminare agli altri Commissariati di provincia e darà la parola ai lavoratori!!! Per tornare invece a Martina, con molta solerzia, si passa dai servizi non continuativi a quelli continuativi; dall’attività d’ufficio e di P.G. a quella dei turnisti sulle Volanti e alla sala C.O.T. dove durante un turno, non sappiamo secondo quale normativa vigente, vengono svolti persino “orari spezzettati”. Uffici che per interi turni vengono smembrati, divisi, ridotti nella loro efficienza, poiché al netto dell’attività di ordine pubblico, ai colleghi e alle colleghe viene ovviamente disposto di andare a coprire i turni esterni del controllo del territorio, sebbene alcuni di essi, si trovano a dover far fronte alle attività delegate dall’A.G. oppure ad occuparsi della comune ed importante attività di P.G. che in tal senso verrebbe pure trascurata, nonostante la buona volontà e la responsabilità di chi si adopera. A riscontro, il Dirigente, non può non sapere quanti recuperi (tanti) hanno da smaltire tali operatori, sinonimo di partecipazione, presenza e abnegazione alle attività di lavoro. Spesso, i Coordinatori (ruolo Ispettori) di Uffici come l’Ufficio di P.G., la Uigos, l’Ufficio U.C.T. (che ingloba le Volanti, la S.O. ma anche una specifica attività delegata dall’A.G. e l’Ufficio Denunce – a proposito siamo sicuri che in questo Commissariato esista un Ufficio Denunce?) spesso si trovano ad essere privati dai loro più stretti collaboratori poiché dirottati in altre attività e turni. L’Ufficio Anticrimine ha un Ispettore Superiore che coordina se stesso poichè si trova ad operare in maniera solitaria sebbene gravato da carichi di lavoro non indifferenti. Il personale, a quanto pare, vive quasi con sgomento questa precarietà organizzativa ovvero l’affannosa ricerca a dover assicurare a tutti i costi il turno di Volante, sebbene, rendono un servizio indispensabile alla Comunità. Tra l’altro, chi opera in Volante (su auto ormai obsolete ed inefficienti – vedasi le Fiat Bravo ma anche le A.R. 159 prive del sistema Tetra), si sa, svolge un servizio più disagiato, più operoso (e dove la lista delle vigilanze e di determinati obbiettivi viene costantemente allungata…), per cui non vorremmo che si concretizzasse una “guerra fra poveri” dove i sacrosanti istituti di diritto (riposi, congedi, legge 104, permessi vari e ogni altro istituto necessario al recupero psico-fisico), laddove assicurati da una parte, vengano negati dall’altra. Questo sarebbe un fatto grave!! A tutto ciò, anzi a riprova di ciò, un po’ tutti i sindacati, nel loro monitoraggio, nel corso della recente verifica semestrale, hanno fatto notare alla parte pubblica che spesso in questo Commissariato, si è fatto ricorso ai cambi turno d’ufficio, sebbene essa sia una prerogativa disciplinata dall’A.N.Q. Figli dello stesso istituto e disciplina normativa, sono anche i cambi turno richiesti dal dipendente con la differenza che quest’ultimi, non sono assoggettati alla verifica contabile ed erariale giacchè non danno luogo a corresponsione economica, i primi invece Si. Nel mezzo, però, non vorremo che si celi una pratica – a quanto pare in alcuni ambienti molto diffusa: i cambi turno fatti “sotto mentite spoglie”, in cui il dipendente viene indotto a richiederlo, allorquando è stato esaurito i numeri dei cambi turno d’ufficio (non più di 4 al mese recita la norma !!). Anche questo sarebbe un fatto grave, laddove acclarato!!! Logicamente, questo stato di cose, non solo mette in difficoltà quelle figure che sono il filtro diretto della dirigenza, vedasi i neo Funzionari che nonostante un’acclarata esperienza, loro malgrado spesso si trovano a gestire situazioni particolari soprattutto in assenza del Dirigente, trovandosi tra incudine e martello. E noi siano a comprenderli e a sostenerli. Vi è poi da dire che la situazione attuale, di certo non incoraggia chi ha ancora qualche anno prima della pensione ma dato che ne ha maturato già il diritto, adesso come adesso, sarebbe più intenzionato ad andare via, nonostante i suoi intenti erano quelli di rimanerci. Non lo biasimiamo affatto, anzi è questa una sconfitta per l’amministrazione. In conclusione è necessario “assicurare a tutti un sereno e proficuo svolgimento delle attività e dei servizi di polizia” e su questo crediamo come Ella converrà con noi, poichè è lo stesso art. 7 dell’A.N.Q. che lo esplicita: “….La scelta dell’orario di lavoro, nel rispetto dei principi di cui ai commi 1 e 2, deve assicurare il sereno e proficuo svolgimento del servizio”. Giacchè non ci risulta che il Dr. Salmeri, sia un novello della materia, né abbia una insana indisposizione genetica ad affrontare con il giusto piglio la questione – e anzi abbiamo sempre elogiato alcune sue peculiarità – certi della sua disponibilità, siamo ora a chiedere al Sig. Questore le dovute verifiche oltre che un autorevole intervento che crediamo non tarderà ad arrivare. In attesa di una sua cortese risposta, inviamo distinti saluti
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