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Servizio di O.P. Napoli: “Sicurezza degli operatori del XV Reparto Mobile” condizione imprescindibile”

 

Non è mai intempestiva, illogica e innaturale, la denuncia del SINDACATO, quando a fare da sfondo sono le questioni legate alla SICUREZZA degli Operatori di Polizia e quelle attinenti alle “regole d’ingaggio” contenute nell’A.N.Q.

È alla Dirigenza che ci rivolgiamo, e non potrebbe essere diversamente, attese le responsabilità di ogni ordine e grado che ne derivano. Sig. COMANDANTE, nonostante la forte vocazione degli uomini del Reparto e il “callo” con il quale ormai sono abituati ad operare tali uomini che si adattano ad ogni situazione, riteniamo indispensabile rimarcare alcune situazioni: partire alle quattro di mattina, anzi “affrettarsi a raggiungere in tempo utile Napoli e svolgere servizio operativo fino a sera inoltrata, non è certo uguale a quando si raggiunge la ridente cittadina di Bernalda, limitrofa alla provincia di Matera e assai più vicina della città partenopea. Eufemismo a parte, riteniamo quindi inaccettabile e non giustificabile mettere a rischio il personale, atteso che solo la buona sorte, nel nostro caso in specie, ha evitato conseguenze peggiori….

Lei sa benissimo che la questione sicurezza, è per il SIULP, prioritaria, imprescindibile e francamente, ci chiediamo come sia stato possibile organizzare un servizio del genere.

Si certo, nel mezzo, vi è la Questura di Napoli e l’Ufficio Ordine Pubblico del Ministero; ma la Direzione del Reparto, come ha già fatto in passato, anche sotto il suo comando, “modula” e interviene sulle richieste dell’ufficio di P.S. che chiede i rinforzi e da’ indicazioni sugli orari di impiego. Se necessario, intercede sino a “confutarne” le richieste, laddove le stesse possono mettere a rischio la sicurezza del personale.

Questo purtroppo non è accaduto ed è sintomatico di uno strano malessere, probabilmente.

Evidentemente questo Reparto necessita non di correttivi ma di una robusta “messa a punto” sotto il profilo organizzativo e delle competenze.

Quanto accaduto il 7 febbraio, rappresenta un punto fondamentale sul quale riflettere, atteso che è ancora in atto, la verifica e il confronto semestrale con la Parte Pubblica, in cui, com’ è noto, inevitabilmente sono emerse diverse criticità.

Probabilmente è forse scaduto il tempo per le richieste “irricevibili” del tipo: “in ufficio non voglio venire, meglio fuori…., sono venuto al Reparto per lavorare fuori nella Compagnia”, oppure, “sto in ufficio con un piede solo….” E l’organizzazione interna che tanto incide sul benessere e sulla serenità dei colleghi impiegati fuori, che fine fa’?

Su questi argomenti, a prescindere da chi li pone in essere, non è più possibile concedere alibi, tra l’altro, è noto come il SIULP, nel suo D.N.A., ritiene la critica sana solo se è costruttiva.

E’ necessario intervenire subito poiché è in gioco la credibilità dello stesso Reparto che merita di essere organizzato come tutti gli altri Uffici di Polizia. E’ assolutamente in grado di riprendere la rotta intrapresa sin dall’inizio, fermo restando gli input e le indicazioni al tempo fornite da questa O.S., è altrettanto necessario attuare l’organigramma, secondo l’attuale modello piramidale, senza “deresponsabilizzare” le figure al vertice, poiché a noi risulta come, da una parte, vi siano figure troppo responsabilizzate (benché abituate a prendersele …) con carichi di lavoro sostenuti, dall’altra figure identiche con minori responsabilità e carichi di lavoro.

Paradossali sono poi coloro che sempre allo stesso livello, spesso sfuggono a tali dinamiche…, presenziando all’interno del Reparto, il meno possibile …

Infine, anche il Ministero, quantomeno, dovrebbe far muovere i contingenti, il giorno prima del servizio, come in questo caso; tuttavia finché il problema non si pone seriamente ed i Dirigenti insieme ai Sindacati non fanno emergere tali criticità, chi rischia è il personale.

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