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Caso Shalabayeva: Siulp, rischio demotivazione poliziotti

Roma, 27 nov. (AdnKronos) – – “Conosciamo e siamo consapevoli dei rischi insiti nella nostra scelta incondizionata di essere sempre al servizio della legge, del Paese, dei cittadini e delle istituzioni democratiche”. Lo sottolinea Felice Romano, segretario generale del Siulp, sindacato italiano dei lavoratori della Polizia di Stato, “nell’esprimere piena fiducia nell’operato della magistratura”, ma lanciando l’allarme sul rischio “demotivazione” nei poliziotti per il caso Shalabayeva.
Romano fa appello alla magistratura “affinché svolga nel più breve tempo possibile gli accertamenti sulla legittimità del nostro operato per evitare i classici e devastanti processi mediatici, conoscendo anche la levatura e la rettitudine morale, professionale e umana dei colleghi coinvolti. Vogliamo innanzitutto esprimere solidarietà, vicinanza e fiducia incondizionata ai colleghi destinatari dell’avviso di garanzia che, siamo certi, hanno agito, come sempre, solo ed esclusivamente nell’interesse generale del Paese e della sua sicurezza ma, soprattutto nel rispetto della legge”.
Nel commentare la notizia degli avvisi di garanzia che hanno raggiunto un giudice di pace e alcuni poliziotti per il caso Shalabayeva, il sindacato esprime “fiducia nella magistratura, solidarietà e vicinanza ai colleghi ma lancia anche un grido di allarme”.
Dopo circa due anni dai fatti, “nel leggere che questi colleghi sono indagati per sequestro di persona, il primo sentimento che suscita questa vicenda in ogni poliziotto, e soprattutto in quelli che conoscono le persone interessate, è stupore, per il gravissimo capo di imputazione che presupporrebbe un accordo tra gli indagati per raggiungere un profitto, e demotivazione soprattutto alla luce dell’attività che stiamo svolgendo in questi giorni per il contrasto al terrorismo”.
“Non vorremmo- conclude il leader del Siulp- che non appena passato l’allarme terrorismo, tutti quelli che hanno partecipato alla individuazione ed espulsione dei personaggi ritenuti pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica del nostro Paese e per l’incolumità dei nostri cittadini possano ritrovarsi in situazioni analoghe”.

Shalabayeva: Siulp, rischio demotivazione poliziotti
‘Colleghi destinatari avvisi garanzia hanno rispettato legge’
(ANSA) – ROMA, 27 NOV – C’è “fiducia nella magistratura”, ma con gli avvisi di garanzia inviati a sette poliziotti dalla procura di Perugia per il caso Shalabayeva, “c’è il rischio demotivazione per gli agenti”. Lo denuncia Felice Romano, segretario generale del sindacato di polizia Siulp.
“Nell’esprimere piena fiducia nell’operato della magistratura, alla quale facciamo appello però affinché svolga nel più breve tempo possibile gli accertamenti sulla legittimità del nostro operato per evitare i classici e devastanti processi mediatici, conoscendo anche la levatura e la rettitudine morale, professionale e umana dei colleghi coinvolti – spiega Romano – vogliamo innanzitutto esprimere solidarietà, vicinanza e fiducia incondizionata ai colleghi destinatari dell’avviso di garanzia che, siamo certi, hanno agito, come sempre, solo ed esclusivamente nell’interesse generale del Paese e della sua sicurezza ma, soprattutto nel rispetto della legge”.
“Dopo circa due anni dai fatti – prosegue il segretario del Siulp – nel leggere che questi colleghi sono indagati per sequestro di persona, il primo sentimento che suscita questa vicenda in ogni poliziotto, e soprattutto in quelli che conoscono le persone interessate, è stupore, per il gravissimo capo di imputazione che presupporrebbe un accordo tra gli indagati per raggiungere un profitto, e demotivazione soprattutto alla luce dell’attività che stiamo svolgendo in questi giorni per il contrasto al terrorismo”.
“Non vorremmo – conclude – che, non appena passato l’allarme terrorismo, tutti quelli che hanno partecipato alla individuazione ed espulsione dei personaggi ritenuti pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica del nostro Paese e per l’incolumità dei nostri cittadini possano ritrovarsi in situazioni analoghe”.
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